RASSEGNA STAMPA

di Angelo Andrea Vegliante –

Il Terzo Settore non è solo quello che viene raccontato dai giornali. Esistono varie sfaccettature di un mondo troppe volte descritto con inutile pietosismo dai grandi network. In risposta a questa esigenza, nascono progetti per creare e consegnare all’opinione pubblica un nuovo modo di leggere la sfera del sociale.Per questo motivo, dall’universo musicale nascono gli Scooppiati, una band particolare che promuove non solo un nuovo linguaggio, ma anche l’inclusione sociale per le persone con disabilità.

  • Partiamo da un fattore puramente stilistico. Perché chiamarsi gli Scooppiati?

Fondamentalmente perché siamo matti da legare! Scherzi a parte, il nome, come tutti i nomi, nasce un po’ per gioco, ma facendo attenzione vedete che all’interno del nome riconosciamo le lettere coop, per non dimenticare il mondo dal quale veniamo, e lo Scoop, la notizia! E poi perché, nella società odierna, solo dei pazzi possono credere in un progetto così particolare.

 

  • Il vostro progetto nasce nel contesto di “SU X LE SCALE” della Cooperativa sociale H-ANNOZERO Onlus di Roma. Quali sono le funzioni di questa realtà?

La Coop. Sociale H-ANNOZERO Onlus opera da oltre 30 anni al servizio delle persone con disabilità e a favore delle persone svantaggiate. Siamo attivi nei municipi XI e XII e presso il distretto socio-assistenziale A del Frusinate. Facciamo assistenza a 360 gradi, con particolare attenzione alle tematiche dell’inclusione sociale, anche attraverso le arti, tra le quali appunto la musica.

  • Torniamo al progetto musicale appunto. A formazione completa siete più di dieci elementi. Risulta impegnativo far coesistere diverse personalità in un'unica band?

Si, siamo una squadra molto numerosa! Ciascuno di noi è importante qui nella band e ognuno di noi ci mette il suo, con le sue caratteristiche, e devo dire che non ci crea un problema, perché siamo riusciti a trovare un buon equilibrio per il quale ci integriamo molto bene. Poi il vantaggio di essere tanti è che possiamo spaziare da un repertorio di classiche cover a uno di brani inediti.

  • La musica è sicuramente un ottimo modo per portare alla luce le tematiche che riguardano il mondo del sociale. Ma, in particolare, quali obiettivi volete raggiungere attraverso le vostre note?

Ci proponiamo di sensibilizzare le persone verso tematiche sociali non ancora superate, perché è vero che si parla spesso di disabilità, di integrazione, eccetera, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per abbattere i pregiudizi che ci portiamo dietro da tempo. Ci proponiamo di eliminare il pietismo che si viene a creare attorno la figura del diversamente abile. E proponiamo anche della buona musica.

  • Una caratteristica che salta subito all’occhio è la coesistenza in un unico progetto di normodotati e disabili. Partendo dal fatto che le diversità esistono ma non devono essere sottolineate in tono discriminatorio, il vostro progetto può essere un esempio, una novità o un modo di concepire l’inclusione sociale in altri termini?

Non possiamo definirci una novità, perché altri prima di noi hanno lavorato a progetti simili, ci piacerebbe però essere un esempio. La caratteristica principale degli Scooppiati è che affrontiamo la disabilità in maniera Sincera, nel senso che, qua da noi, siamo davvero tutti uguali. E la cosa particolare è che impariamo l’uno dall’altro, senza stare a guardare chi è disabile e chi normodotato. Ci piacerebbe che altre realtà si aprissero a questo modo di concepire la disabilità, e che non si limitino solo all’assistenza generica.

  • La vostra band permette di leggere il Terzo Settore con un nuovo linguaggio. Quanto contano la creatività e l’immaginazione in progetti di questo tipo?

A nostro avviso tanto. Devi avere una buona dose di creatività per immaginare un mondo senza discriminazioni sociali, ma non parlo solo di disabilità, le discriminazioni le intendiamo in tutti gli aspetti. Il terzo settore ha bisogno di progetti come il nostro: cultura e sport sono motori che muovono le masse, e catturano attenzione. Bisognerebbe investire di più su queste cose e non avere paure da investire.

  • In questo periodo state lavorando al vostro primo album. Potete svelarci qualche caratteristica della futura creatura?

Dopo 3 anni di duro lavoro finalmente siamo pronti per incidere il nostro primo disco. Sarà una rivoluzione totale per noi. Fino ad oggi gli Scooppiati sono ricordati per le cover rivisitate di grandi artisti. Ora, con il disco, ci apriamo a un nuovo repertorio di inediti tutto nostro. Possiamo anticiparvi che il disco sarà un EP, contenente tre tracce, e che niente è stato lasciato al caso.

  • Dove possiamo trovarvi e ascoltarvi?

Ci potete trovare su Facebook/scooppiati, dove pubblichiamo costantemente gli aggiornamenti sulla band, i backstage, e dove potete aggiornarvi sui nostri Live. Ora staremo un po’ fermi con i live per via del disco, ma vi aspettiamo tutti a primavera per la presentazione, sarà un mega evento.