RASSEGNA STAMPA

Scooppiati Diversamente Band: Noi abbiamo già vinto perché produrre un disco in un momento in cui si ha paura di fare tutto, ebbene noi siamo riusciti ad ottenere ciò che volevamo fare, essere finanziati per fare un disco.

 

Oggi l’Unfolding Roma incontra gli Scooppiati Diversamente Band.

Nel 2011 la Cooperativa Sociale H-Annozero attiva un laboratorio di musica all’interno di un più vasto progetto laboratoriale chiamato “La Coperta di Linus”. Nasce tutto come un gioco, un esperimento, un’attività culturale per disabili. Ma ben presto emergono delle particolari capacità nel gruppo, tanto da spingere i responsabili del laboratorio ad andare oltre e formare una band integrata, disabili e normodotati che suonano insieme. Da quel momento si organizzano concerti, saggi, partecipazioni ad eventi fino a fare quel passo in più che consiste nella realizzazione di un disco con 4 brani inediti.

La band è composta da 11 elementi Andrea Curatolo (Batteria), Giuseppe Salis (Basso), Raffaele Annunziata (Chitarra elettrica ed acustica), Enzo Tognazzi (Chitarra elettrica), Cristiano Tanturri (Piano e Sintetizzatori), Federico Zattini (Percussioni), Marianna Muggianu (Cori), Manuela Crisafio (Voce), Alessandro Tognazzi (Voce), Viviana Franchini (Voce), Gianni Battaglia (lo Showman).

Li incontro in una domenica pomeriggio, prima di una loro esibizione presso una scuola di Musica di San Lorenzo. Sono pieni di energia positiva, scherzano e ridono, sono molto affiatati forse un poco imbarazzati per la mia presenza. Iniziamo l’intervista.

Allora ragazzi, come e quando nasce la Scooppiati Diversamente Band?

Giuseppe: Grazie per non averci chiesto come mai ci chiamiamo Scooppiati, lo avrai capito da solo.

(Ridiamo assieme ed in effetti la loro simpatia e le battute scherzose che si lanciano l’un l’altro danno l’idea di un clima molto positivo, si definiscono scoppiati)

Raffaele: La Band nasce nel 2011 all’interno dei progetti laboratoriali de “La Coperta di Linus”, un centro di attività artistiche, culturali e sportive destinato a diversamente abili. Nasce come un gioco, un esperimento ma poi le attitudini dei ragazzi ci hanno portato a creare una band integrata e strutturata.

Andrea: Questo progetto, questa band vuole portare all’esterno, al mondo esterno che vive la disabilità in un certo modo un’altra visione della disabilità, vuole abolire lo stereotipo del disabile che deve sempre e solo ricevere, con la nostra band vogliamo mostrare che è capace anche di dare, in questo caso di fare musica e dare qualcosa agli altri.

Che genere musicale portate avanti, che musica fate?

(Ci pensano un po’, quasi meravigliati da questa domanda)

Giuseppe: Ci piace giocare con gli stili, ci piace molto variare, non ci ispiriamo a qualcosa di particolare, nella nostra musica trovi un po’ di tutto, dal pop al jazz al blues al rock. In passato, prima di fare il disco con brani nostri, abbiamo fatto ovviamente molte cover, quasi esclusivamente cover italiane.

 

Cosa ne pensate dei Talents? Avete mai pensato di prendere parte a qualcuno di questi? Italia’s Got Talent ad esempio.

(La mia domanda suscita interesse)

Viviana: Ecco adesso non gli mettere altre idee in testa.

Cristiano: Si, sarebbe bello.

Giuseppe: Abbiamo un talento vocale diversamente abile solo da pochi mesi, non ci abbiamo mai pensato perché ci mancava questa figura, ma perché no!

Raffaele: Potremmo anche partecipare ma si potrebbe correre il rischio di essere strumentalizzati, c’è ancora un forte pregiudizio verso la disabilità.

Quando avete deciso di scrivere un vostro disco?

Giuseppe: Lo abbiamo deciso quando si è creato un gruppo stabile, unito. Eravamo pronti per fare un passo in più, proseguire quel percorso di portare all’esterno le nostre capacità, dimostrare ancora di più che i disabili possono dare e non solo ricevere.

Marianna: Io sono una volontaria ma quando sto con questo gruppo e mi sento dire “ciao, ti voglio bene” ecco mi fa sentire bene.

(Ed io penso tra me e me che è questo il messaggio che vogliono portare, la sensazione che vogliono trasmettere, un dare disinteressato attraverso la musica)

Bene, volete parlarmi allora di questo disco in uscita il 4 maggio?

Giuseppe: il disco si chiama Storie di un altro mondo e si chiama così perché volevamo rappresentare due mondi che apparentemente sono lontani e invece sono così vicini perché siamo tutti diversamente abili. Le canzoni parlano di storie “assurde”, c’è molta ironia, si parla di sesso, di amore, ma ripeto tutto trattato con molta ironia.

Il disco uscirà ufficialmente il 4 maggio e sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali oltre che, fisicamente, presso molte librerie e negozi di musica. Il 9 maggio saremo alla Locanda Atlantide a San Lorenzo e poi il 22 Maggio saremo a Palazzo Chigi, la Presidenza del Consiglio Dipartimento Politiche di Gestione, promozione e sviluppo Risorse Umane e Strumentali, ci ha chiesto di fare un evento perché hanno trovato la nostra iniziativa molto interessante e volevano dargli risalto.

In questo disco ci sono delle collaborazioni con artisti esterni?

Giuseppe: si hanno collaborato con noi Riccardo Sinigallia (Voce), Veronica Fiorelli (Voce), Dario Lucarini (Violino), Matteo Scarpelli (Violoncello), Fabio Ceccarelli (Fisarmonica), Guido Costanzo (Mandolino), Fabrizio Bosso (Tromba), tutti artisti professionisti che hanno collaborato con noi gratuitamente e li vogliamo ringraziare per questo.

Andrea: Probabilmente hanno accettato la collaborazione gratuita, in un momento difficile come questo dove nessuno fa nulla per nulla, perché ci siamo posti bene, sono rimasti colpiti dalla nostra energia e anche dalle nostre capacità e poi probabilmente per loro era una sfida, sono stati incuriositi, una cosa nuova che non avevano mai fatto.

Cosa vi aspettate dal futuro, che altri progetti avete?

Andrea: migliorare, sempre migliorare, procedere con brani nuovi, procedere con l’integrazione, cercare altre situazioni, nuove esperienze. Noi non aspiriamo alla fama, cerchiamo visibilità perché andiamo controcorrente, vorremmo essere un esempio per altre cooperative e associazioni, magari collaborare con loro e farli crescere come siamo cresciuti noi in questo percorso di integrazione, non vorremmo che questa nostra esperienza si limitasse al nostro territorio di origine ( XI e XII Municipio di Roma) ma ci piacerebbe che fosse esportato anche altrove.

Noi abbiamo già vinto perché produrre un disco in un momento in cui si ha paura di fare tutto, dove aziende e cooperative hanno paura di investire, ebbene noi siamo riusciti ad ottenere ciò che volevamo fare, essere finanziati per fare un disco.

Raffaele: Suonare al Caffè Letterario, dove saremo il 15 maggio, suonare come una qualsiasi altra band: ecco, noi abbiamo già vinto anche solo per questa cosa.

Andrea: Prima parlavamo di Talent, un‘altra vittoria sarà quando i contest saranno alla portata di tutti e non solo per diversamente abili o normodotati.

L’intervista finisce quando vengono chiamati per il check-sound ed io non posso che ringraziare questi ragazzi dall’energia incredibile.

In un panorama musicale internazionale che vede sempre più protagoniste band integrate, mi riferisco agli Station17, che hanno riscosso un meritato successo in Germania o ai PKN, band composta da persone con sindrome Down ed autismo che rappresenterà la Finlandia all’Eurofestival 2015, nel nostro paese la Scooppiati Diversamente Band suona con umiltà e professionalità, divertendosi ma riuscendo ad esprimere, non solo un importante valore sociale ma anche un’ottima musica. Il CD è una sorpresa, il gruppo non segue un genere particolare, la loro musica è contaminata da diversi stili e generi: la voce solista ha un timbro molto particolare, caldo e solare, a suo agio sul registro centrale ed alto, fa un po’ fatica in quello basso, ma è solo questione di tempo e tecnica, non potrà che migliorare ed il suono pieno e rotondo della sua voce potente promette veramente bene ed è capace di trasmettere emozioni, migliorerà ancora con l’esperienza acquistando una maggiore qualità artistica . La parte strumentale è ricca di variazioni e i musicisti sono a loro agio in tutte gli stili che affrontano. Le collaborazioni esterne arricchiscono notevolmente dei brani ben strutturati ed originali. Ironia e gioia, passa questo da Storie di un altro mondo e noi aspetteremo un altro disco.

Alessio Capponi